di scatoloni e rapporti in divenire

Non ho ancora la connessione  a casa e non riesco ad aggiornare. Avrei mille cose da scrivere, ma tant’è. A parte che ho talmente tanto da fare in questi giorni da avere a malapena il tempo di farmi una doccia la sera. Verso le undici stramazzo, addormentandomi con i grilli in sottofondo (rosicate per favore) e mi alzo al mattino con la stanza inondata di luce, di frescura delle prime ore del giorno e con un’energia che non credevo di possedere.

Le cose da fare e sistemare sono ancora tante, ma un buon 70% è fatto.

Ho degli ottimi vicini, con i quali ho instaurato un rapporto cortese e più genuino. Ci salutiamo, ci scambiamo quattro chiacchiere se c’è qualcosa da dire. So che se dovessi avre bisogno potrei anche chiedere a loro un favore. In campagna funziona così evidentemente: la gente è evidentemente meno asettica. O almeno, lo è la gente che vive lì intorno. Per dire: sabato la famiglia che abita dietro casa si è presentata regalandomi 4 zucchine del loro orto. Impagabile.

Insomma, stiamo benone.

E questo sabato inauguriamo la stagione estiva con la prima di quella che si spera sarà una lunga serie di cene.

Olè!

2 Comments

2 Responses to di scatoloni e rapporti in divenire

  1. Cupcakes says:

    Torniamo allo stesso argomento affrontato qualche giorno fa: i piccoli borghi portano le persone a conoscersi, e le gentilezze sono magnifiche e dolci <3

    • Laura says:

      si, è una bella cosa. Mi mancava, non ho mai avuto un rapporto sano con i miei vicini di casa. I miei sono brave persone, ma sono un po’ chiusi. Io sono per l’espansività e il buon vicinato e apprezzo questo nuovo modo di fare.

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